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backmore info L'ARCHIVIO DELLE "LICENZE DI FABBRICHE"

L'Archivio delle "Licenze di fabbriche"

Valerio Cervetti -Roberto Spocci

 

 

L'Archivio delle licenze edilizie o licenze di fabbriche è stato riordinato e schedato, per la parte postunitaria, fino agli anni '20; esiste un inventario cronologico dei documenti consultabile presso l'Archivio Storico del Comune ed uno, organizzato secondo lo stradario che è consultabile presso l'U.O. Arredo Urbano.

Le licenze sono così state rese disponibili alla consultazione di un pubblico numeroso ed eterogeneo: dallo studente di ingegneria od architettura al semplice cittadino che deve tutelare un proprio diritto.

Oltre a questo tipo di utilizzazione ci pare importante sottolineare l'importanza di questa fonte documentaria per uno studio sulle tecniche di documentazione grafica e sulle tipologie del disegno. Un primo passo per fornire materiali allo studio del disegno di architettura o di autori locali è stato compiuto. Pensiamo che occorra andare oltre e cercheremo di adottare lo standard ISBD (International Standard Bibliographic Description), già sperimentato nelle catalogazione delle mappe conservate nel carteggio dell'archivio anche alla descrizione delle licenze edilizie. Questo ci permetterà - tempo e mezzi permettendo - di costruire una banca dati con un codice di descrizione comune a materiali diversi: disegni, incisioni, fotografie, mappe, ecc... che ci permetteranno di offrire all'interpretazione dello studioso documenti diversi afferenti ad un soggetto o ad un tema di ricerca.

Le licenze, in quanto documenti amministrativi, hanno una loro storia.

Il 25 aprile 1821 Maria Luigia su proposta del Ministro Filippo Magawly-Cerati ed al fine di migliorare il servizio di questo ramo dell'amministrazione approvava un Decreto Sovrano e Regolamento risguardanti all'amministrazione delle Fabbriche, Acque e Strade ed al servigio degl'Ingegneri dello Stato; il Regolamento constava di quattro parti: una prima parte conteneva le prescrizioni edilizie, la seconda dettava le regole per la costruzione e la manutenzione delle strade pubbliche; una terza prescriveva le regole relative alle opere idrauliche; infine, una quarta, disciplinava il corpo degli Ingegneri e le norme relative alla contabilità dei lavori. Il provvedimento traeva parzialmente origine da alcune disposizioni legislative della Reggenza Provvisoria dei Ducati: in particolare sia al  Decreto ... intorno alla conservazione dei ponti e delle strade  del 22 giugno 1814 con il quale si vietava di fabbricare o ricostruire case lungo le strade maestre senza l'espressa autorizzazione della stessa reggenza  nonchè al Regolamento per gli Uffizi dei Cavamenti del 26 ottobre 1814 che, oltre a sancire l'obbligo di autorizzazione per tutti i lavori inerenti alle strade ed agli "... abbellimenti delle nostre città ...", richiamava in vigore (art. 69) "tutte le disposizioni di amministrazione, di esecuzione e di regolamento emergenti dagli Statuti, leggi, Ordini e Regolamenti che si osservavano al cessare del ridetto Governo Borbonico o dopo e che non sono in collisione col presente regolamento ...".

Già nell'art. 1 del decreto 25 aprile 1821 veniva inderogabilmente prescritto che "nessuno potrà fabbricare se non previo permesso dell'Autorità Amministrativa ... e le fabbriche in generale saranno eseguite sotto la sorveglianza ... di un Ingegnere ...".

Inoltre "i proprietari ed anche i muratori ed operaj che si permettessero d'intraprendere siffatte costruzioni senz'essere dapprima muniti delle accennate licenze, si costituirebbero di per se stessi in contravvenzione alle leggi, ed a' regolamenti sulla soggetta materia. Lo stesso si dica di coloro, che dopo aver ottenuto il permesso di fabbricare, non si attenessero con tutta esattezza ai termini ed alle condizioni scritte nelle concessioni" (1). Si stabiliva come la mancanza dell'autorizzazione preventiva  all'esercizio di una attività materiale rendesse illecito il comportamento del soggetto e come ciò comportasse delle sanzioni punitive..

Tutti gli abbellimenti delle città, le opere edilizie, i canali  ecc ... erano soggetti alla dipendenza dell'autorità locale - il Podestà - ed alla vigilanza di un ingegnere; qualora le opere di cui si chiedeva l'autorizzazione risultavano di grande entità il Podestà era tenuto "all'approvazione del superiore Governo".

In tutti gli Stati preunitari l'edilizia era prerogativa dei Comuni con diversi livelli di controllo od ingerenza (2). Nel Regno di Sardegna si provvedeva ai bisogni edilizi con piani di abbellimento. Questi erano deliberati dal Consiglio Comunale, approvati con sovrano rescritto - previo il parere favorevole dell'Intendente (sottoprefetto) - ed approvati, definitivamente, dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

I Regolamenti edilizi, meglio specificati come regolamenti d'ornato,  furono sanzionati dalla legge comunale sabauda del 23 ottobre 1859  che stabilì dovessero essere approntati  dalla Giunta, deliberati dal Consiglio ed approvati per decreto reale previo parere del Consiglio di Stato.

Successivamente con la legge del 20 marzo 1865 all'approvazione sovrana venne sostituita l'approvazione della Deputazione Provinciale e la facoltà del Ministero competente la facoltà di annullarli, parzialamente o totalmente, per motivi di illegitimità; la legge comunale 10 febbraio 1889 sostituì, quale organo deputato ad esercitare la tutela dello Stato sulle amministrazioni locali, alla Deputazione Provinciale la Giunta Provinciale Amministrativa (G.P.A.).

Il primo riscontro alle disposizioni impartite da Maria Luigia con decreto del 1821  si trova nell'Archivio Comunale preunitario dove si venne costituendo la serie delle licenze di fabbrica proprio a partire dall'anno seguente (3). Tale serie continua nella sezione postunitaria (1861 -   ) che risulta ordinata fino al 1909 secondo la data del provvedimento e, dal 1910, secondo il numero di repertorio della licenza di costruzione come tuttora avviene.

L'ordinamento delle autorizzazioni ad edificare in serie autonoma venne operato a posteriori, probabilmente per ragioni amministrative, dagli archivisti Enrico Scarabelli Zunti e Giuseppe Sitti; a conferma di quanto si asserisce testimonierebbero le autorizzazioni tuttora presenti nel carteggio amministrativo dell'archivio postunitario (4).

Le condizioni per le quali si rilasciavano le "licenze di fabbrica" erano sancite da precise norme dei regolamenti edilizi; la varietà delle esigenze edilizie dei Comuni venne riconosciuta con l'art. 132 della legge 23 ottobre 1859, n. 11. Successivamente con l'art. 83 del regolamento 10 giugno 1889, n. 6107, per l'esecuzione della legge comunale, si prescrisse che erano oggetto dei regolamenti edilizi le norme relative a:

1) formazione delle commissioni edilizie;

2) determinazione del perimetro dell'abitato a cui si debbono intendere operanti le norme dei regolamenti (5);

3) i piani regolatori dell'ingrandimento, della disposizione delle vie, piazze e pubbliche passeggiate; le costruzioni, le demolizioni, gli obblighi per i proprietari (piani, viabilità ed aspetto dell'abitato);

4) intonaco e tinte dei muri e delle facciate, il rispetto degli edifici di carattere monumentali siano essi pubblici o privati;

5) l'altezza dei fabbricati in relazione alla larhezza delle vie e dei cortili;

6) le sporgenze sulle pubbliche vie;

7) i lavori sotterranei da eseguirsi in suolo pubblico;

8) la posizione o conservazione dei numeri civici;

9) la formazione e conservazione dei marciapiedi, dei portici e dei selciati delle pubbliche vie;

10) il controllo ai lavori di costruzione.

La Commissione edilizia, introdotta dal Regolamento approvato il 27 luglio 1907 (6), constava di 10 membri; presieduta dal Sindaco o dall'Assessore delegato era composta da 10 membri: 1 era designato dall'Istituto di Belle Arti, 4 erano eletti dal Consiglio Comunale fra gli ingegneri ed architetti, 1 era designato dal Collegio degli Ingegneri. Inoltre vi entravano quali membri di diritto: L'Ingegnere Capo, L'Ingegnere-Architetto e l'Ufficiale Sanitario del Comune.

       Queste brevi e sommarie note pensiamo possano comunque servire ad una migliore utilizzazione dell'archivio delle licenze,  in quanto fonte archivistica, da parte di studiosi o cittadini.

 

 

Note

 

1) LALATTA, Mauro, Istruzione a' Podestà de' Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla ... , Parma, Stamperia Rossetti, 1834, v. 1, p. 215.

2) In particolare si vedano:

- per il Regno di Napoli, le leggi 1° marzo e 12 dicembre 1816, estese alla Sicilia con la legge 12 dicembre 1834;

- per gli Stati Pontifici il motuproprio 6 luglio 1816 di Pio VII, l'editto 5 luglio 1831 di Gregorio XVI, gli editti 24 novembre 1850 e 3 luglio 1852 ed il Regolamento sull'altezza degli edifici emanato dal Municipio di Roma il 15 dicembre 1866;

- per le Province del Lombardo-Veneto la legge 30 dicembre 1775 e le patenti del 7 luglio 1815 e 12 febbraio 1816 nonchè la legge 27 marzo 1804 ed il regolamento sulle strade del 20 maggio 1806;

- per il Granducato di Toscana, la legge 15 novembre 1814, il motuproprio di Leopoldo II del 12 marzo 1848 nonchè il regolamento 20 novembre 1848, modificato dai decreti 28 settembre 1855 e 4 settembre 1859 ed il regolamento coomunale toscano del 31 dicembre 1859;

- per il Ducato di Modena, le costituzioni del 6 aprile 1771 ed il decreto 28 agosto 1848 ed il Regolamento dei Comuni del 1849.

- per il Ducato di Parma il Regolamento per la provvisoria amministrazione del 15 giugno 1814 che confermava le leggi francesi ed il regolamento per le fabbriche, acque e strade del 25 aprile 1821.

3) L'archivio storico preunitario venne depositato presso l'Archivio di Stato di Parma nel 1937. La serie costituita da 16 buste è in ASPr, Comune, Sez. III, Ser. XXXVIII, Ufficio dell'Ingegnere e dell'Architetto, bb. 2465-2480.

4) Molte licenze presenti nella serie Fabbriche-Acque-Strade del carteggio amministrativo risultano corredate delle tavole di progetto anche se la maggioranza di esse sono delle semplici istanze tendenti ad ottenere l'autorizzazione a lavori di manutenzione degli edifici.

5) Il regolamento edilizio giuste una circolare del Ministro dei lavori pubblici (30 gennaio 1878) ed a una sentenza del Consiglio di Stato del 21 dicembre 1894 non poteva essere esteso a tutto il territorio comunale ed alle case sparse.

6) Tale regolamento venne, successivamente, modificato con atti del C.C. adottati nelle sedute del 4 luglio 1908, 16 aprile 1909 e 31 gennaio 1910.

 

 

 

Disposizioni e regolamenti edilizi

 

Fonti archivistiche:

 

Ordinanza del Sindaco del 14 luglio 1869: Riparazione al muro argine lungo il torrente della città (ASCPr, Gridario, 1869)

 

Ordinanza del Sindaco del 22 ottobre 1871: Disposizioni edilizie (ASCPr, Gridario, 1871)

 

Ordinanza del Sindaco del 5 marzo 1873: Disposizioni edilizie (ASCPr, Gridario, 1873)

 

Ordinanza del Sindaco del 20 aprile 1874: Intonacatura e colorimento delle case (ASCPr, Gridario, 1874)

 

Ordinanza del Sindaco del 27 giugno 1882:  Intonacatura e colorimento delle case (ASCPr, Gridario, 1882)

 

Ordinanza del Sindaco del 5 gennaio 1883: Intonacatura e colorimento delle case (ASCPr, Gridario, 1883)

 

Ordinanza del Sindaco del 4 marzo 1887: Lavori di restauro ai vari fabbricati comunali (ASCPr, Gridario, 1887)

 

Ordinanza del Sindaco del 24 settembre 1888: Intonaco e imbiancatura (ASCPr, Gridario, 1888)

 

Ordinanza del Sindaco del 14 luglio 1891: Intonaco e imbiancatura
(ASCPr, Gridario, 1891)

 

Deliberazione del Consiglio Comunale del 28 marzo 1900: Regolamento per conservazione edifici con pregio artistico e storico (ASCPr, Deliberazioni, 1900)

 

Ordinanza del Sindaco del 18 aprile 1907: Intonacatura e colorimento delle case (ASCPr, Gridario, 1907)

 

Deliberazione del Consiglio Comunale del 26 luglio 1907: Regolamento edilizio (ASCPr, Deliberazioni, 1907)

 

Deliberazione del Consiglio Comunale del 27 luglio 1907: Commssione per l'osservanza del Regolamento edilizio (ASCPr, Deliberazioni, 1907)

 

Deliberazione del Consiglio Comunale del 4 luglio 1908: Modifiche al Regolamento edilizio (ASCPr, Deliberazioni, 1908)

 

Deliberazione del Consiglio Comunale del 16 aprile 1909: Regolamento edilizio. Nuovo progetto (ASCPr, Deliberazioni, 1909)

 

Deliberazione del Consiglio Comunale dell'8 aprile 1921: Istituzione di una Commissione d'ornato. Regolamento (ASCPr, Deliberazioni, 1921)

 

          

 

 

 

Fonti a stampa:

 

Progetto di Regolamento Edilizio / Comune di Parma. - [S.l. : s.n., stampa 1907](Parma : Tipografia Cooperativa Parmense, 1907)

 

Regolamento edilizio / Comune di Parma. Ufficio d'Arte. - [S.l. : s.n., stampa 1909](Parma : Luigi Battei, 1909)

 

Regolamento edilizio : approvato dal Podestà con atto 9 novembre 1929 n. 11 ... / Comune di Parma. - [S.l. : s.n., stampa 1930](Parma : Tip. Orsatti e Zinelli, 1930)

 

Regolamento edilizio  : adottato dal  Consiglio Comunale con atto ...  / Comune di Parma. - [S.l. : s.n., stampa 1964](Parma : Step, 1964)

 

Regolamento edilizio : delibere del Consiglio Comunale n. 640 del 28 giugno 1972 e n. 765 del 28 luglio 1972 ... / Comune di Parma. - [S.l. : s.n., 1973](Parma : Centro Grafico Comunale)


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