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Sala di studio dell'Archivio Storico Comunale


In calce, l'ordinanza del Sindaco per la chiusura temporanea della sala studio nei giorni 7 e 8 settembre 2017


La Sala di Studio è il locale presso cui i documenti conservati negli archivi comunali vengono consultati dagli interessati per ragioni di studio o per ragioni amministrative e private.

Il servizio di Sala di Studio è regolato da disposizioni contenute nel Codice dei Beni Culturali, nel R.D. 2 ottobre 1911, n. 1163 e nel regolamento approvato dal Consiglio Comunale.


L’osservanza delle regole stabilite per il servizio è curata dal direttore di sala e dai suoi collaboratori.

Per l’accesso alla Sala di studio gli studiosi debbono presentare domanda d’ammissione, secondo un modulo già predisposto, nel quale deve essere indicato l’argomento e lo scopo della ricerca.
La domanda è valida per l’anno in corso e per un determinato argomento di studio.
Si rammenta che i documenti d’archivio, per disposizione legislativa, sono esclusi dal prestito.
Viene fornita assistenza agli studiosi - dal personale di Sala - sia nella formulazione del percorso di ricerca, sia durante tutto il corso della medesima.
 
Per qualsiasi reclamo ci si può rivolgere al Direttore dell'Archivio o di chi ne fa le veci
 
 
Di seguito si riporta stralcio del Regolamento  della Sala Studio, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 48 in data 6/6/2013 (in calce il regolamento completo e la delibera di approvazione).
 
REGOLAMENTO SALA STUDIO
 
TITOLO II - SERVIZI PER IL PUBBLICO
 

Art. 8 - orario di apertura al pubblico

L'Archivio è aperto al pubblico per cinque ore consecutive di tutti i giorni non festivi ai sensi del combinato disposto degli artt. 130 D.Lgs 22 gennaio 20014, n. 42 e 117 R.D. 2 ottobre 1911, n. 1163.
Si possono effettuare chiusure straordinarie per gravi problemi e motivate esigenze di servizio ai sensi dell'art. 10 del Regolamento per l'accesso alla Sala di Studio dell'Archivio Storico approvato con deliberazione n. 887/135 assunta nella seduta del 2 luglio 1986.
 
Art. - accesso all'Archivio e alla sala studio
L'accesso alla documentazione archivistica è libero e gratuito ai sensi dell'art. 103, c. 2 del D.Lgs 22 gennaio 2004, n. 42 e consentito per motivi di studio, ragioni amministrative e private a chiunque ne faccia motivata richiesta.
a ricerca storico-scientifica presso la sezione separata d'Archivio è libera e gratuita.
Per accedere all'Archivio è necessario esibire un documento d'identità valido e presentare una richiesta scritta di autorizzazione sull'apposito modello.
Nella richiesta di autorizzazione devono essere riportati gli estremi del documento d'identità e l'argomento della propria ricerca; l'autorizzazione è strettamente personale e ha validità annuale.
Per ogni documento richiesto in consultazione va compilato l'apposito modello.
Lo studioso è inoltre tenuto ad apporre la propria firma leggibile sul registro delle presenze giornaliere. Nella sala studio e nelle sue immediate vicinanze si deve osservare il silenzio.
Inoltre non è consentito:
- fumare in tutti i locali dell'Archivio
- dare uso di telefoni cellulari
- introdurre in sala studio borse, cartelle ed altri contenitori, o materiale che possa compromettere la conservazione della documentazione
- appoggiare fogli di carta, lucidi, trasparenti sopra i documenti originali
apporre segni sugli originali con qualsiasi strumento scrittorio, anche cancellabile
- manomettere o staccare fogli da registri, filze, mazzi ...
- accedere ai locali di deposito.
L'utente può in sala studio lavorare con il proprio personal computer portatile ed allacciarsi, a titolo gratuito, alla presa di rete (ove disponibile)
 

Art. 10 - Consultabilità dei documenti

 I documenti conservati nell'Archivio sono liberamente consultabili, ad eccezione di quelli contenenti informazioni sullo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare, che diventano consultabili 70 anni dopo la loro data secondo le disposizioni vigenti in materia di dati personali e, in particolare, dell'art. 8 del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 281, dell'art. 122 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e del D.Lgs. 20 giugno 2003, n. 196.
L'accesso agli atti per scopi amministrativi è regolamentato dalla L. 7 agosto 1990, n. 241 e dal Regolamento del diritto di informazione e del diritto di accesso ai documenti amministrativi e alle informazioni del Comune di Parma, approvato con deliberazione del Commissario Straordinario n. 413 in data 4 aprile 2012.
Non è di norma consentita la consultazione di fondi in fase di riordinamento.
 
Art. 11 - Consultazione degli archivi depositati ma di proprietà di persone o Enti (omissis)
 
Art. 12 - Riproduzione dei documenti
Chi intende ottenere riproduzioni di documenti è tenuto a fare domanda sull'apposito modello elencando dettagliatamente il materiale da riprodurre. Il permesso di riproduzione non attribuisce alcun diritto di proprietà artistica o letteraria di fronte a terzi.
Il costo delle riproduzioni è a carico del richiedente. Le tariffe delle riproduzioni sono stabilite da apposito provvedimento, aggiornato periodicamente.
La fotocopiatura non è consentita nei casi in cui possa provocare danni alla documentazione. In particolare sono esclusi dalla fotocopiatura:
- i documenti in cattivo stato di conservazione
- i documenti oggetto di frequente consultazione
- i formati superiori ad A3
- i registri ed i volumi difficilmente maneggiabvili per dimensioni e spessore
- le pergamene
Per questo tipo di documentazione saranno utilizzati la macchina fotografica o apparecchi specifici di riproduzione, previo accordo con il responsabile della sala studio.
Copia dei negativi o della riproduzione deve essere depositata presso l'Archivio.
La decisione di fotocopiare o fotoriprodurre documentazione archivistica spetta esclusivamente al responsabile della sala studio.
 

Art. 13 - Pubblicazione dei documenti

Nel caso in cui i documenti consultati siano utilizzati a scopo editoriale l'utente si impegna, previa richiesta d'autorizzazione, a citare la fonte nelle didascalie e nella bibliografia delle fonti primarie, indicando l'Archivio Generale del Comune di Parma come Ente possessore dell'originale, a specificare la segnatura archivistica di ciascun documento e a depositare copia della pubblicazione presso l'Archivio. 
 
Art. 14 - Attività didattica (omissis)
 
Art. 15 - Prestito
La documentazione archivistica è esclusa dal prestito a terzi. Il prestito può essere concesso ad istituzioni culturali pubbliche e private che ne facciano richiesta per mostre temporanee, previa acquisizione del nulla-osta del Ministero per i Bani Culturali, tramite la Soprintendenza Archivistica per l'Emilia-Romagna.
E' consentita la consultazione presso la sala studio del patrimonio bibliografico specializzato, del fondo librario locale e delle raccolte normative di cui è corredato l'Archivio.
 

Art. 17 - Documenti richiesti in consultazione dalle Unità Organizzative Responsabili (omissis)

  

Art. 18 - Disposizioni contro chi danneggia i documenti
Chi riceve in consultazione materiale archivistico si impegna sotto la propria responsabilità a consegnarlo integro ed inalterato.
Chiunque venga sorpreso nell'atto di danneggiare intenzionalmente o di sottrarre documenti sarà denunciato alle autorità competenti, con tempestiva comunicazione alla Soprintendenza Archivistica dell'Emilia-Romagna.

 


In calce, l'ordinanza del Sindaco per la chiusura temporanea della sala studio nei giorni 7 e 8 settembre 2017

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PDF  Testo della delibera di approvazione del Regolamento per il funzionamento del Servizio Archivio Generale 147 KB more info download
PDF  Testo completo del Regolamento sul funzionamento Servizio Archivio Generale del Comune di Parma approvato con Delibera di Consiglio n. 48/2013 1,67 MB --- download
PDF  Ordinanza di chiusura temporanea 75 KB --- download

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